Venerdì 9 novembre alle ore 10.30, presso l’aula consiliare di Palazzo Farnese, si è tenuta la 5ª edizione del Premio “Michele Cavaliere”.
Presenti, tra glia altri, il Commissario Prefettizio del Comune di Castellammare di Stabia Raffaele Cannizzaro, il Commissario Regionale per il coordinamento delle iniziative Antiracket e Antiusura Santi Giuffrè, il Presidente della Commissione del Premio Raffaele Cavaliere (figlio di Michele), i componenti della Commissione Don Luigi Milano, Amalia Dema e Carmen Matarazzo, oltre al Moderatore dell’incontro, Presidente di SOS Impresa – Rete per la Legalità Aps e responsabile del Circolo della Legalità di Castellammare di Stabia, Luigi Cuomo.
Di seguito i premiati e le motivazioni che hanno portato all’assegnazione del Premio:
- a Gianfelice Imparato
Artista stabiese, attore teatrale, televisivo e cinematografico, è stato apprezzato fin dagli esordi giovanili e ha spaziato dalla tradizione napoletana (Viviani, De Filippo, De Simone) ai classici (Moliére, Cechov, Shakespeare), fino ai contemporanei Pinter, Beckett e Bernhard. Nella sua ormai lunga carriera, ha portato in scena i personaggi più disparati e ne ha sempre interpretato l’umanità in modo schivo, senza mai sovrapporsi, perché il suo modo di fare l’attore, come egli stesso ha dichiarato, consiste nel mettersi al servizio del personaggio, vivere le sue emozioni e le sue sorprese; - a Maria Antonietta Troncone
Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, è da sempre impegnata in prima linea nella difesa dei diritti dei cittadini e nella lotta alla criminalità organizzata e ad ogni forma di illegalità. La passione per il proprio lavoro, unita ad un profondo attaccamento ai valori della legalità e della giustizia, ha fatto sì che durante tutto il corso della propria carriera si distinguesse per l’intensità e l’attenzione con cui ha ricoperto i diversi e delicati incarichi svolti in seno alla magistratura campana e per l’alto senso delle istituzioni che ha conferito ad ogni ufficio da lei diretto. Ciò, in particolare, con riferimento all’attuale ruolo rivestito presso la sede di Aversa e all’attività precedentemente prestata presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere e di Nola, territori notoriamente molto complessi sia per i problemi legati alla criminalità organizzata che alle enormi e connesse criticità ambientali che persistono da decenni; - a Nicola De Tullio
Attuale comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento, è stato per tre anni comandante del Gruppo Carabinieri Castello di Cisterna in provincia di Napoli, dove ha svolto un impegnativo servizio che ha inferto duri colpi ai clan camorristi, dimostrando grande impegno e notevoli e importantissimi successi. Durante il suo mandato da comandante del Gruppo nell’area nord di Napoli, sono state effettuate numerose operazioni contro la criminalità organizzata e la diffusione di armi da fuoco. Numerosi gli arresti e i blitz che sotto la sua guida hanno colpito duramente le compagini criminali dell’area, aiutando ad aumentare il livello di sicurezza percepita nella comunità, in collaborazione con le scuole locali. Ha anche avviato il progetto “Concerti per le Periferie”, volto a rendere più vivibili le periferie e avvicinare i residenti alle istituzioni attraverso eventi culturali. Ha dimostrato, inoltre, grande attenzione alla Terra dei Fuochi, pianificando servizi di contrasto all’inquinamento per tutelare l’ambiente e la salute pubblica; - a Don Tonino Palmese
Formatosi sull’esempio di don Bosco e di Monsignor Tonino Bello, prende i voti nel 1985, impegnando tutta la sua vita a difesa della legalità. Don Tonino non è prete a Napoli, ma prete di Napoli, il che (come lui stesso afferma) vale molto di più. Significa comprendere e curare la sofferenza di una città dilaniata dalla camorra, che spesso attira nelle sue maglie giovani che diventano vittime di sé stessi. Significa ascoltare chi ha bisogno, essere vicino ai familiari delle vittime innocenti della criminalità organizzata. Significa essere vicino a tutti i giovani, compresi quelli chiusi nel carcere di Nisida, con i quali don Tonino attua un’opera di rigenerazione alla speranza. Con queste finalità, svolge il ruolo di Presidente della Fondazione Polis della Regione Campania che si occupa, per l’appunto, del sostegno alle vittime innocenti della criminalità organizzata e dei beni ad essa confiscati. È Direttore dell’Ufficio Giustizia e Pace della Diocesi di Napoli, Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia e, dal giugno 2023, anche Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Napoli per la sua “consolidata esperienza tanto nel campo dei diritti umani, quanto in quella delle attività sociali svolte presso istituti di pena”; - A suor Rita Giaretta
Ha scelto la via della giustizia per testimoniare la fede in Dio attraverso il servizio concreto all’umanità sofferente, in sinergia con tutti quelli che credono che la solidarietà sia la vera speranza per il futuro, utilizzando la “parresia” evangelica, ovvero la capacità di dire la verità in maniera schietta e diretta, al fine di riconoscere, promuovere e custodire i diritti delle donne in ogni ambito della vita quotidiana. In particolare, è da rimarcare il coraggio di ridonare, insieme alle sue consorelle orsoline, dignità e inclusione alle donne perlopiù straniere, provenienti dai paesi dell’Africa e dell’Europa dell’est, vittime dello sfruttamento della prostituzione attraverso il calore e l’amore familiare di casa Rut a Caserta e di casa del Magnificat a Roma. La creazione della cooperativa “NewHope”, un laboratorio di sartoria etnica che garantisce formazione e lavoro, è l’opera che esprime in maniera emblematica la volontà di abilitare queste donne in difficoltà a vivere da protagoniste la propria esistenza guardando al domani senza più paura.
A concludere l’evento, il Commissario Nazionale per il coordinamento delle iniziative Antiracket e Antiusura Maria Grazia Nicolò.




