Torna il Premio “Michele Cavaliere”: motivazioni e premi della 4ª edizione

Si è riunita, nei giorni scorsi, la speciale commissione del Premio “Michele Cavaliere”, presieduta da Raffaele Cavaliere, per l’edizione 2022 del Premio e per valutare le candidature pervenute alle quali attribuire il riconoscimento, che giunge quest’anno alla sua quarta edizione.

Di seguito i premiati e le motivazioni che hanno portato all’assegnazione del Premio:

  • a Isaia Sales
    Giornalista e saggista, fortemente impegnato politicamente a favore delle tematiche legate allo sviluppo del mezzogiorno, è stato Deputato e ha rivestito importanti cariche istituzionali. È stato altresì docente universitario presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa”. In tutti i ruoli rivestiti ha fatto, sin da giovanissimo, della lotta alla malavita organizzata una propria ragione di vita, affrontando da vari fronti questo male della società, di cui ha studiato le origini, le evoluzioni e la commistione con parti importanti della società civile. Trasferendo i risultati dei suoi studi in numerosi saggi e nelle lezioni universitarie tenute, ha promosso la formazione di una coscienza critica nei confronti del fenomeno, soprattutto nelle nuove generazioni. Da docente universitario ha tenuto corsi specifici sui temi come “Storia della criminalità organizzata nel Mezzogiorno d’Italia”, “Letterature e mafie” e “Storia delle mafie”;
  • a Luigi Riello
    Procuratore generale di Napoli dal 2015, ha fatto sentire forte la sua voce sul degrado della società campana e, in particolare, su quella napoletana (un unicum in Italia), su cui ha richiamato l’attenzione nazionale. Attento alla diffusa devianza giovale come all’emergenza delle periferie, ha evidenziato la necessità di far procedere di pari passo la repressione a fianco di una rivoluzione culturale che spetta anche all’impegno della società civile. “Ognuno faccia la propria parte” ha sostenuto anche nei riguardi dei Don Abbondio che devono uscire dalla Chiesa, per tagliare i fili culturali che alimentano la camorra. E per i giovani, che sono il vero nucleo del problema legalità, Riello vede la necessità di lavoro e alternative, la stessa ottica di quanti nella società civile s’impegnano perché si possa avviare un reale cambiamento;
  • a Rosamarina Sardella
    Comandante, dall’agosto 2022, della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, è entrata a far parte della Marina Militare vent’anni prima, in seguito al superamento di un pubblico concorso e dopo aver conseguito la Laurea in Scienze Politiche con specialistica in Diritto economico internazionale. Nell’intraprendere tale percorso professionale, ha fatto suoi i tre obiettivi fondamentali del Corpo a cui appartiene: salvaguardia delle vite umane in mare, sicurezza della navigazione e tutela ambientale. Tre obiettivi che rimandano automaticamente al contrasto dell’illegalità, in cui tanti traguardi sono stati raggiunti dalla Guardia Costiera anche nel nostro stesso territorio, in modo particolare la recente operazione con la quale è stata sgominata, insieme ai Carabinieri, una banda di 12 “datterai stabiesi”, accusati e poi condannati (in primo grado) ad oltre 65 anni di carcere per reati di ricettazione ed associazione a delinquere;
  • a Don Salvatore Abbagnale
    Giovane e dinamico parroco del quartiere del centro storico di Castellammare di Stabia, quartiere ad alto tasso di disagio socioeconomico e culturale. Per il suo impegno, la sua presenza costante e la tenacia con cui si dedica ai giovani del territorio cercando di infondere in loro speranza, tolleranza e senso della comunità, creando un vero e proprio punto di riferimento e di aggregazione, diverso da quello offerto dalla strada, volto al recupero sociale e culturale dei giovani, alla creazione di spazi sicuri e scevri dalla rassegnazione di una esistenza già tristemente determinata. Per essere sempre al fianco dei più fragili, per le lotte quotidiane che lo hanno esposto anche a rischi personali e per la disponibilità offerta per ogni tipo di intervento rivolto alla riqualificazione sociale, culturale e territoriale in perfetta sinergia anche con associazioni culturali laiche ed altre realtà locali. Per il suo senso di carità, per i tentativi di assicurare agli individui un’esistenza migliore in contrasto con i modelli culturali imposti dal contesto e per la fiducia costante nei principi di giustizia e libertà. Il suo impegno attivo nelle aree disagiate del territorio ha permesso a centinaia di ragazzi e ragazze di riacquistare fiducia nelle istituzioni, nella scuola e nella famiglia;
  • a Bruno Vallefuoco
    Uomo, cittadino e padre, che il 20 luglio 1998, si vedeva sottrarre, per mano della camorra, il giovane figlio Alberto, ucciso da spietati assassini durante una pausa di lavoro assieme ai suoi due colleghi Rosario e Salvatore “per un tragico errore di persona”. Non ci sono parole per descrivere il dolore immenso derivante dalla perdita di un figlio, così assurda da non ammettere ragioni, così straziante da rendere la propria vita priva di qualsiasi valore e ogni ulteriore scopo. Ciò malgrado, sorretto da una ammirevole forza interiore e da un grande amore per il prossimo, decideva di non rendere vano il sacrificio di Alberto, bensì di conferirgli un significato forte, testimoniando in prima persona la propria drammatica vicenda umana;
  • a Nando Dalla Chiesa
    Sociologo, laureato in economia all’Università “Bocconi” di Milano (dove attualmente insegna), direttore della Rivista di Studi e Ricerche sulla criminalità organizzata, docente di Sociologia della criminalità organizzata a Milano, per l’infaticabile attività di studio, originale analisi e magistrale capacità di divulgazione dei fenomeni mafiosi in Italia e della loro infiltrazione nei tessuti economici, civili e culturali del nostro Paese. Presidente onorario di Libera e animatore di moltissime iniziative culturali, artistiche e di intenso impegno civile, fondatore di corsi di specializzazione, laboratori, centri di ricerca e della prima scuola accademica sulla criminalità organizzata. Secondo il comitato scientifico del Premio, la cultura è certamente tra le armi più efficace contro la criminalità organizzata nel nostro Paese e chi produce cultura di altissimo livello, soprattutto quella antimafia, è considerabile a tutti gli effetti un altissimo ufficiale dell’esercito della Legalità e della Giustizia. Il professor Dalla Chiesa, pertanto, rappresenta senza dubbio uno degli altissimi ufficiali di più alto rango di questo esercito.

Una menzione speciale è stata assegnata al dott. Gennaro Gambardella per il suo speciale impegno nell’ambito del progetto contro l’evasione scolastica, promosso e realizzato con successo dalla C.P.S. (Comunità Promozione e Sviluppo) di Castellammare di Stabia e finanziato dalla Regione Campania.

La cerimonia di assegnazione si svolgerà il giorno 18 novembre alle ore 10.30 presso il Circolo intercomunale della Legalità di Castellammare di Stabia, in Piazza Principe Umberto I n. 1 e sarà conclusa dal Prefetto Maria Grazia Nicolò, Commissario Nazionale di Governo per il coordinamento delle iniziative Antiracket e Antiusura.

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