Consegnati i riconoscimenti per la 3ª edizione del Premio “Michele Cavaliere”

Si è svolta mercoledì 7 luglio la cerimonia di consegna dei riconoscimenti della terza edizione del Premio “Michele Cavaliere”.

L’evento, dedicato alla memoria dell’imprenditore di Gragnano ucciso dalla criminalità organizzata nel 1996, è stato ospitato dalla chiesa di Sant’Erasmo di Gragnano. Una scelta non casuale: la parrocchia è la stessa che frequentava Michele Cavaliere e nella quale si recava ogni domenica per la messa.

All’evento hanno partecipato il presidente di SOS Impresa – Rete per la Legalità Aps Luigi Cuomo e il Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative Antiracket e Antiusura Giovanna Cagliostro, oltre alle autorità civili e militari.

Di seguito i premiati e le motivazioni che hanno portato all’assegnazione del Premio:

  • a Don Mimmo Battaglia
    Figlio del Sud e del Meridione, per la consapevolezza che “un discepolo di Gesù non arretra di un millimetro dinanzi al bene, ripudia l’omertà e l’indifferenza, è sempre pronto a denunciare il malaffare, la cultura camorristica e ogni forma di corruzione”; per la “parresia” nell’annunciare il “Vangelo della giustizia e della libertà” in ogni contesto attraverso i segni della “custodia vicendevole, che narrano della cura dei più fragili”; per la profonda convinzione pedagogica, in questo tempo di emergenza educativa, che la testimonianza di altari viventi, discreti e significativi, consenta di parlare sempre più con i segni della legalità, della solidarietà concreta, del camminare insieme;
  • a Giuseppe Cimmarrotta
    Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, magistrato in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata e titolare delle indagini più importanti e delicate dell’area stabiese. È considerato da molti una garanzia di determinazione e straordinaria capacità professionale, soprattutto nella lotta alla camorra e alla corruzione nella Pubblica Amministrazione. Sa parlare ai giovani con semplicità e precisione, facendo comprendere efficacemente il valore della libertà e della giustizia che solo il rispetto delle regole e della legalità può garantire;
  • a Carmela Manco
    Suora laica, animatrice culturale, fondatrice e presidente dal 1993 dell’Associazione “Figli in Famiglia O.n.l.u.s.”, per il coraggio, l’impegno e la tenacia con cui è riuscita a trasformare un capannone abbandonato della periferia di San Giovanni a Teduccio in un punto di riferimento e di aggregazione per i giovani, salvando molti di essi da un destino già segnato dal degrado sociale e culturale del territorio circostante. Nata per accogliere fondamentalmente minori a rischio, per formarli e orientarli alla convivenza civile, creando le opportunità per allontanarli dalla strada, l’Associazione si occupa anche di adulti in difficoltà, aiutandoli a riscoprire la propria dignità e a ridisegnare il proprio progetto di vita, in contrapposizione ai facili modelli che l’ambiente circostante propone;
  • a Francesca Ghidini
    Inviata speciale della Rai, cronista di strada, giornalista della cosiddetta “vecchia scuola” che cerca personalmente le notizie, anche quelle più dure e scomode, e le riconsegna al suo vasto pubblico con una chiarezza e una semplicità capaci di conquistare immediatamente l’attenzione e giungere direttamente al cuore e alla mente di tutti. Sono noti i suoi reportage sulla “terra dei fuochi”, sulla lotta alla camorra, sull’intreccio tra affari politici e criminalità, sull’antiracket e sull’antiusura nella nostra regione. Sempre in prima linea, ha dato e continua a garantire, con professionalità e coraggio, un solido e importantissimo contributo all’informazione di qualità;
  • a Marcello Ravveduto
    Per il suo impegno nel contrastare la criminalità organizzata tramite la cultura, l’informazione e l’analisi del rapporto che intercorre tra la camorra e il mondo dei mass media. Docente di Digital Public History alle Università di Salerno e di Modena e Reggio Emilia, autore di diversi saggi sul rapporto tra immaginario collettivo e fenomeni mafiosi e direttore scientifico della “Galleria virtuale sulle mafie e l’antimafia” nella Casa/Museo “Joe Petrosino”. Biografo di Libero Grassi e dirigente nazionale di SOS Impresa – Rete per la Legalità Aps, è tutt’oggi fortemente impegnato nella lotta al racket e all’usura, attraverso un impegno rintracciabile nelle numerose pubblicazioni sul tema, tra cui “Lo Spettacolo della Mafia”, ricerca volta ad analizzare il rapporto tra il potere criminale e le rappresentazioni di esso nella cultura e nell’arte;
  • a Salvatore Di Matteo
    Imprenditore napoletano, titolare di un’attività storica sita nel cuore di Napoli, la famosa Pizzeria “Di Matteo” a Via Tribunali, riferimento culturale e identitario della Campania nel mondo, per aver dimostrato profondo attaccamento ai valori della legalità e della giustizia. La passione per il proprio lavoro, che sostiene l’impegno verso un’imprenditoria pulita e solidale con chi ha realmente bisogno, gli ha consentito di resistere alle pressioni, alle minacce e alle angherie di gruppi criminali emergenti del centro storico napoletano. Per questa sua scelta di coraggio e di integrità morale, subiva una raffica di colpi di arma da fuoco esplosi, nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2019, all’indirizzo della sede ove svolge la propria attività. Fiducioso nei principi della giustizia e della libertà rispetto alla brutalità della camorra, superando ogni timore e incertezza, decideva di denunciare i suoi estorsori e di non restare vittima della malavita organizzata che soffoca l’economia, oltraggia il tessuto sociale e disintegra ogni valore umano e civile.

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